Scopri cosa sta succedendo alla biodiversità, perché ti riguarda da vicino, e come le tue scelte quotidiane possono contribuire a preservarla
Se ti dico “biodiversità” a cosa pensi? Orso polare in sofferenza, api e pesticidi, o il rinoceronte vittima del bracconaggio? Sì, tutto questo c’entra con la perdita di biodiversità, che è tra le crisi ambientali forse la più silenziosa e meno chiacchierata, e sicuramente quella di cui facciamo più fatica a capire le connessioni con la nostra vita di tutti i giorni e con i nostri comportamenti.
Che cosa è la biodiversità? Non solo animali carini che soffrono…

Il termine biodiversità è stato coniato nel 1988 dall’entomologo americano Edward O. Wilson, fondendo le parole biological diversity. Una parola semplice per qualcosa di enormemente complesso: con biodiversità si intende tutta la ricchezza di vita sul pianeta (piante, animali, funghi, microrganismi) ma anche i geni che ogni essere vivente porta con sé e le relazioni che costruisce con gli altri organismi nell’ecosistema in cui vive. Non è solo un elenco di specie, insomma: è un sistema vivo che cambia da un habitat all’altro e nel corso del tempo.
La Convenzione ONU sulla Diversità Biologica definisce la biodiversità come “la varietà e variabilità degli organismi viventi e dei sistemi ecologici in cui essi vivono”, evidenziando che essa include la diversità a livello genetico, di specie e di ecosistema. (1)
Misurare la biodiversità è però tutt’altro che semplice: come si quantifica la “varietà della vita”? Gli scienziati usano diversi indicatori che considerano la variazione nelle dimensioni delle popolazioni che compongono una specie (come il Living Planet Index), oppure il numero di esemplari persi su una data area; insomma i dati sulla perdita di biodiversità sono numeri complessi che richiedono sempre un po’ di contesto per essere capiti davvero, e non cadere nell’allarmismo ma senza nemmeno minimizzare.
Ecco un numero che, secondo me, aiuta a capire la scala degli effetti delle attività umane finora: oggi la biomassa di mammiferi selvatici sulla Terra corrisponde a circa il 4% del totale, mentre bestiame e animali domestici arrivano al 62% in cui noi umani siamo il 34% (2).
Dal tuo piatto al tuo benessere: perché la biodiversità è già nella tua vita
Come esseri umani abbiamo una visione un po’ parziale della ricchezza e dell’abbondanza del mondo naturale, come anche dell’importanza di questa per il nostro benessere come specie. La riduzione di biodiversità è un tema che può coinvolgerci emotivamente, ma spesso non lo vediamo collegato alla nostra quotidianità. O almeno, non sempre.
Se forse ci è più facile capire l’importanza della varietà nel mondo vegetale, come fonte diretta di cibo, la presenza di una fauna selvatica in salute nei diversi ecosistemi rimane qualcosa di cui non percepiamo l'”utilità”. Tendiamo a empatizzare con gli animali che ci piacciono, il famoso orso polare, il panda, magari meno utili di vermi e insetti, e a considerare la perdita di biodiversità come una causa caritatevole piuttosto che come un elemento cruciale del nostro progresso e della nostra sopravvivenza. (2)

Quindi a cosa serve la biodiversità? È uno degli elementi di resilienza più potenti che abbiamo a disposizione. La variabilità degli organismi in un ecosistema significa maggiori possibilità di risposta e ripresa da qualsiasi evento che ne perturbi gli equilibri. E nella pratica, in soldoni: la biodiversità permette un più facile adattamento alla crisi climatica, alla siccità come agli eventi estremi; garantisce la variabilità alimentare e il reddito economico dalle attività di produzione del cibo, in particolare nelle comunità fragili (3); e contribuisce ai servizi ecosistemici in generale, perché la nostra sopravvivenza dipende dal funzionamento degli ecosistemi naturali che ci forniscono aria pulita, acqua e suolo fertile. E la biodiversità è uno degli ingranaggi fondamentali di un ecosistema sano.
Il legame con il cibo è direttissimo: i 3/4 delle colture più produttive al mondo dipendono, almeno in parte, dagli impollinatori e 200.000 specie di animali agiscono da impollinatori (4).
Senza impollinatori, rischieremmo di ritrovarci a tavola con una dieta sempre più monotona e povera di nutrienti.
Cosa ha promesso il mondo per fermare la perdita di biodiversità
La biodiversità è un parametro difficile da misurare e la comunità scientifica si arrovella per fornire dati che possano darne una misura affidabile. Ma ci sono alcune cose che sappiamo con certezza: le cause alla base della sua perdita sono note e risapute. Sempre le stesse.(2)(5)
- Perdita e degradazione degli habitat causata da deforestazione, espansione agricola e dell’allevamento, urbanizzazione, modifiche al territorio, siccità e persino conflitti armati. L’agricoltura da sola occupa oggi circa il 50% di tutto il suolo abitabile della Terra, di cui il 77% è dedicato all’allevamento. (5)
- Caccia e pesca eccessiva lo sfruttamento diretto delle specie oltre la loro capacità di recupero
- Cambiamento climatico che altera gli equilibri degli ecosistemi
- Inquinamento da pesticidi, plastiche, e altre sostanze che possono alterare habitat e catene alimentari
- Specie aliene invasive organismi non nativi che destabilizzano gli equilibri locali e le relazioni tra le diverse specie
E spesso tutte queste minacce agiscono contemporaneamente, amplificandosi a vicenda.
A livello internazionale, la risposta più ambiziosa è il Quadro Globale di Kunming-Montréal, adottato nel 2022, che fissa tra gli obiettivi principali la protezione del 30% delle terre e dei mari entro il 2030. Siamo ancora molto lontani: secondo il Protected Planet Report 2024, solo il 17,6% delle terre e l’8,4% delle aree marine sono oggi protette.
Agire localmente per un impatto globale: cosa puoi fare tu, ogni giorno, per la biodiversità
La risposta arriva dal tema ufficiale della Giornata Mondiale per la Biodiversità 2026 è “Acting locally for global impact”, agire localmente per un impatto globale. Se finora hai pensato che l’unico modo per proteggere la biodiversità fosse fare donazioni per salvare animali in via d’estinzione in paesi esotici, qui trovi un elenco di azioni efficaci e molto più vicine a casa tua:

- Riduci il consumo di carne e punta su una dieta più vegetale. Come abbiamo visto agricoltura e allevamento sono la prima causa di perdita di habitat a livello globale.
- Scegli prodotti da agricoltura consapevole Significa sostenere sistemi di coltivazione a resa elevata (per ridurre la superficie necessaria e il consumo di suolo) con il corretto uso di fertilizzanti (5)
- Riduci lo spreco alimentare Forse non ci avevi mai pensato, ma lo spreco alimentare è una delle forme più dirette di perdita di biodiversità: ogni alimento che buttiamo ha già consumato suolo, acqua ed energia per essere prodotto.
- Trasforma il tuo balcone o giardino in un piccolo habitat “protetto” Pianta e fiori preferibilmente di specie autoctone per creare rifugi per gli impollinatori.
- Evita di nutrire specie selvatiche, in particolare se potenzialmente invasive (come lo scoiattolo grigio in città, già presente in alcune aree del Nord Italia).
- Partecipa alla citizen science App come iNaturalist permettono di contribuire al monitoraggio della biodiversità locale semplicemente fotografando piante e animali durante una passeggiata. È scienza vera, accessibile a tutte.
- Consuma in modo più consapevole in senso ampio Meno fast fashion, meno plastica: entrambi producono pressione diretta e indiretta sugli habitat, attraverso inquinamento, rifiuti, consumo di risorse e frammentazione degli ecosistemi.
- Riduci la tua impronta climatica Il cambiamento climatico esaspera altre crisi ambientali e ogni azione per ridurre le emissioni è anche un’azione per la biodiversità.
“Qualunque motivazione ti spinge a fare qualcosa di positivo, bisogna sfruttarla”
Abbiamo visto che la biodiversità è un tema che muove molte emozioni scomode, soprattutto quando la vediamo riflessa negli animali simbolo a cui siamo affezionati. Cercare di cacciare queste emozioni, senza accoglierle non è mai la risposta, ma lo è l’azione.
Purtroppo, forse più che per altre problematiche ambientali, è facile perdere di vista quali azioni siano davvero efficaci e quali lo siano meno. Ma il livello di azione individuale, come abbiamo visto, è in realtà più ampio di quello che immaginiamo e qualunque cosa tu voglia fare, e per qualunque motivo tu voglia farlo, va bene lo stesso. Fallo!
Ciao sono Mimosa, consulente di sostenibilità dello stile di vita. Se vuoi scoprire come rendere più sostenibili le tue abitudini e routine, sono qui supportarti. Nelle mie consulenze lavoro esattamente su questo: trovare il tuo punto di partenza, quello che funziona per te, senza farti sentire sopraffatta. In modo sopportabile!
Concludo lasciandoti un ultimo consiglio per avvicinarti alla biodiversità in famiglia, costruendo insieme abitudini sostenibili senza sforzo: porta i tuoi figli in natura. Visita aree protette, parchi, boschi. Spiega loro le regole della convivenza con le altre specie: il silenzio, la raccolta dei rifiuti, seguire i percorsi e l’osservazione rispettosa degli altri organismi che abitano quegli spazi.
Perché proteggere la biodiversità inizia da questo: dal riconoscerla, dall’amarla, e sentirla parte della nostra vita di tutti i giorni.
(1) ISPRA — Cos’è la biodiversità
(2) Hannah Ritchie — “Non è la fine del mondo” (2024)
(3) Pollinators support the nutrition and income of vulnerable communities, Timberlake et. al, Nature, 2026
(4) FAO — Global Action on Pollination Services for Sustainable Agriculture